A Efeso erano presenti, visto il grande porto commerciale, diverse lingue e dialetti, il dono delle lingue straniere, o xenoglossolalia, era dunque uno strumento indispensabile per l’avanzamento dell’opera di Dio.270 «Riceveste lo Spirito quando credeste? Essi risposero: Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Con quale battesimo siete stati battezzati? Con quello di Giovanni.» (At 19:2 seg.).
Il dono delle lingue, là dove si manifesta, deve essere esercitato per amore del messaggio e di coloro che sono destinati a riceverlo, altrimenti è come ascoltare «un rame risonante o uno squillante cembalo» (1 Cor 13:1).289 289 “Crediamo vi sia una dotazione dello Spirito per i cristiani oggi che non consiste in un opera miracolosa ma di un equipaggiamento per la salvezza delle anime”. G. B. THOMPSON, The Ministry of The Spirit, Review and Herald, Washington D.C., 1914, p. 196.
Ai Colossesi 1:19; 2:9, lo stesso Paolo ricorda che solo in Gesù abita la pienezza della divinità, in lui, in lui solo, v’è la riconciliazione, il perdono dei peccati, la salvezza.
Noi siamo esseri umani anche se saremo ricolmi dello Spirito Santo.
OGNI GIORNO DI PIÙ
Come abbiamo visto nello studio dei primi capitoli, il verbo di Efesini 5:18 “siate ricolmi”, in greco “pleroustse”, è un imperativo passivo. Ma c’è un’altra particolarità che non abbiamo ancora sottolineato: il tempo dell’azione è espresso al presente suggerendo così, secondo la grammatica greca, un’esperienza continuata nel tempo.294 Agostino, De Trinitate, XIV, 17, 23,
«Siate ricolmi di Spirito» può essere così tradotto in italiano: “Siate continuamente ricolmi di Spirito”.
La Parola insegna tra l’altro che la crescita, della fama e della statura morale di Davide il grande re d’Israele, era garantita dalla presenza del Signore al suo fianco (2 Sam 5:10). L’esperienza del giusto, o del giustificato dal Signore nel linguaggio cristiano, è paragonata nella Scrittura alla luce, che durante il giorno cresce e illumina sempre di più con il suo chiarore (Prv 4:18).
Paolo esorta i fedeli a progredire sempre di più nell’esercizio della fede e la fede si esercita non solo nel rapporto verticale con il trascendente, ma anche nella relazione orizzontale e immanente con i nostri simili (1 Ts 4:1). Il ringraziamento, la lode non sono per il cristiano dei contenitori da riempire di tempo e parole vuote. Più la relazione con il Signore, con il suo Spirito, cresce, più vi sarà motivo di riconoscenza e lode legate a fatti contingenti
Lo studio personale della Parola e l’insegnamento alla chiesa permetterà lentamente, a coloro che la insegnano e a coloro che non ascoltano solo con le orecchie, d’essere salvati (1 Tm 4:13-16).
Tutti i fedeli sono esortati a crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (2 Pt 3:18)
È bene ricordare ancora una volta come lo Spirito di Dio non sia una potenza o una sostanza impersonale, si tratta invece di una persona divina, vivente.303 303 Seventh-Day Adventists Believe… 27, A Biblical Exposition of Fundamental Doctrines, General Conference Ministerial Association, Review and Herald, Maryland, 1988, p. 59.
Continuiamo senza stancarci quindi a chiedere al Signore di riempire la nostra vasca, chiediamo allo Spirito Santo di guidare completamente e senza sosta le nostre vite, lasciamoci piano piano conquistare dal Signore, così come scrive in maniera eloquente la scrittrice americana E.G. White: «Cristo opera continuamente nel cuore, a poco a poco, quasi inconsapevolmente, l’anima è attratta a lui. Molti pensano che la conversione sia istantanea in realtà è il risultato di un’azione lenta, paziente, prolungata dello Spirito di Dio».304 304 E.G. WHITE, op. cit., pp. 112 seg.
Nella Parola di Dio la pienezza del Signore nella vita del credente è presentata con diverse espressioni: essere ricolmi della Parola (Col 3:16), dimorare in Cristo (Gv 15), camminare nello Spirito (Gal 5:16), non spegnere lo Spirito (1 Ts 5:19), non rattristare lo Spirito (Ef 4:30) ecc. Tutte queste dichiarazioni sono espresse per scelta degli autori al tempo presente che, come abbiamo visto indica un’azione continuata, un’esperienza ininterrotta. L’essere ricolmi dello Spirito significa dunque accettare che la Parola di Dio ci compenetri ogni giorno completamente (Col 3:16) e questo spiega ancora una volta l’inseparabile relazione che intercorre tra lo Spirito e lo studio della Parola. La Parola senza Spirito rimane inchiostro su carta, lo Spirito senza Parola rimane muto. 305 L’essere ricolmi di Spirito in ultima analisi significa essere ricolmi di Cristo, la parola incarnata (Gv 1:14).306 305 S. BERNARDO, omelia miss. 4, 11, cit. da Catéchisme de l’Eglise Catholique, art. 108, p. 36. “La Parola, quindi, non istruisce se non interviene lo Spirito”. G. MAGNO, Hom., 30,1, in I Padri Vivi, Commenti patristici al Vangelo domenicale Anno C, op. cit, p. 115. 306 B. BRIGHT, Come Avere la Pienezza dello Spirito Santo, Vita Nuova, Firenze, 2001, p. 16.
In un mondo dove l’ideale dei nostri ragazzi non è più quello di raggiungere un obiettivo attraverso un percorso lungo e tortuoso, di studio e di lavoro, in un contesto dove la massima ambizione è quella di diventare un calciatore miliardario con la possibilità di spendere in media diciotto mila euro al mese, seicento al giorno;307 in un ambito, almeno in Italia, diffuso più di quanto si pensi, dove i genitori regalano per il compleanno dei propri figli la possibilità di un intervento di chirurgia plastica; in una mentalità che emerge da sondaggi seri, nei quali si scoprono i sogni dei nostri giovani308 che desiderano fare nell’ordine: lo skipper, lo spogliarellista, mentre le ragazze: le veline, o le conduttrici della Tv;309 i dettami della Parola di Dio sembrano alquanto assurdi.310 Se a questo stato si sommano le idee miracolistiche legate alla medicina, e alla paramedicina, fatta di diete sensazionali da compiersi senza nessuna rinuncia, piuttosto che puntare sul radicale cambiamento di vita, si capisce come l’insegnamento biblico sia ormai diventato per i più fuori moda.311 Dice bene W.E. Phipps, docente americano di filosofia e storia delle religioni, quando afferma che alcuni, cercando sistemi facili per farsi strada senza inciampi, trovano la realtà troppo complessa, troppo esigente e troppo tragica. Continuando il suo ragionamento sostiene che il dilemma fondamentale che l’umanità deve affrontare non oppone religiosità e irreligiosità, bensì una religione che insegna a vivere entro l’ordine della creazione e a soccorrere i deboli, e un’altra che pretende di aiutare a raggiungere dei traguardi usando riti manipolatori. Gesù ha optato per la prima alternativa, peccato che molti dei suoi seguaci abbiano preferito la seconda.312 307 G. A. STELLA, Chic, viaggio tra gli italiani che hanno fatto i soldi, Mondadori, Milano, 2000, p. 13.“Ci si è accomodati nella quiete dell’indifferenza e della superficialità, si è narcotizzato ogni fremito di utopia, i sono trasformati gli interrogativi che artigliano l’anima in vacui esclamativi televisivi, si è spogliato il cervello dalle ideologie per riempirlo di luoghi comuni, di mode e di modi”.308 308 G. RAVASI, “Finché si è inquieti…”, op. cit., p. 49. 3. 309 G. A. STELLA, op. cit., p. 11. 310 “Cristo appare come la grande Presenza che illumina tutto, unico esegeta dell’uomo e dei suoi problemi, perché Cristo non è solo irruzione di Dio nella storia, ma anche irruzione massiccia di senso […] Il nostro mondo parla di produzione, di consumo, di profitti, di rendite; lui parla di servizio gratuito, di dedizione, di amore verso gli altri fino al dono della propria vita”. R. LATOURELLE, op. cit., in La Cosa più Importante per la Chiesa del 2000, p. 36. 311 Cfr. N. TRENTACOSTE, op. cit., p. 18. 312 W. E. PHIPPS, op. cit., p. 233.
“Cristo appare come la grande Presenza che illumina tutto, unico esegeta dell’uomo e dei suoi problemi, perché Cristo non è solo irruzione di Dio nella storia, ma anche irruzione massiccia di senso […] Il nostro mondo parla di produzione, di consumo, di profitti, di rendite; lui parla di servizio gratuito, di dedizione, di amore verso gli altri fino al dono della propria vita”. R. LATOURELLE, op. cit., in La Cosa più Importante per la Chiesa del 2000, p. 36. 311 Cfr. N. TRENTACOSTE, op. cit., p. 18. 312 W. E. PHIPPS, op. cit., p. 233.
«La presenza divina mediante lo Spirito Santo costituisce l’esaudimento [della preghiera]».316 316 O. CULLMANN, La Preghiera nel NT, Claudiana, Torino, 1995, p. 146.
Anania era sensibile alle insidie del peccato, aveva aperto volontariamente la porta a Satana e alla sua influenza, e chiuso l’entrata allo Spirito di Dio. Il verbo utilizzato in questo passaggio per tradurre l’idea che Satana aveva in qualche modo riempito il cuore di Anania è lo stesso verbo greco (pleroo) utilizzato da Paolo in Efesini 5:18. Lo Spirito ricolma i cuori, ma anche Satana ha la possibilità di riempirli (Mt 12:43-45), dello spirito della menzogna (Gv 8:44).326 La tentazione del nemico era riuscita a vincere Anania ricolmandolo della sua funesta presenza, nello stesso istante in cui Pietro terminò il suo dire Anania cadde a terra morto.
L’uomo non può servire a due padroni, se è lo Spirito di Dio a ricolmare la nostra esistenza, “Mammona” non potrà niente nei nostri confronti (Mt 6:24).
Essere ricolmi di Dio e sperimentare il suo potere, non è in qualche maniera riservato a una elite spirituale, è invece un privilegio per tutti coloro che hanno iniziato a camminare verso Dio nascendo di nuovo nelle acque battesimali. Per camminare con Dio, come fecero i patriarchi, i profeti, i discepoli (Gn 5:22, 24; 6:9; Gal 5:16) , abbiamo urgente bisogno di renderci conto della necessità espressa da Paolo nel versetto che stiamo studiando, la fede sarà fraterna, cioè vissuta in comunità o cesserà di esistere.335 335 P. Liégé, cit. da L.J. SUENENS, op. cit., p. 129.
Ci si potrebbe chiedere, leggendo questo brano, come sia possibile parlare in musica.336 336 Agostino: “Quell’ineffabile che non riesci a esprimere. E se tu non riesci a trovare le parole, e pur non devi tacere, che cosa puoi fare se non cantarlo? Lo canterai senza la costrizione delle sillabe e il cuore godrà sena l’impaccio delle parole”. Cit. da R. RIZZO, Liturgia, dispense per lo studio, Istituto di Cultura Biblica “Villa Aurora”, Firenze, 2004, p. 11.
Stiamo cantando l’Inno di Mosé e dell’Agnello?
Gli inni della conversione o esperienza con Dio o della volontà nei riguardi di chi ci vuole irreprensibili-senza peccato. Gli inni che rispecchiano il nostro Credo, la nostra esperienza credendo Gesù, ubbidendo lo Spirito Santo. Sì tutto ciò a gloria di IDDIO e adorazione a che verrà nei secoli dei secoli adorato per tutte l’eternità.
Efesini 5:18-21
Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Testimoni di ciò che il Signore ha fatto per ognuno di noi, edificati dalle opere meravigliose che il Signore ha compiuto per i nostri fratelli e le nostre sorelle. Queste testimonianze, anche cantate, hanno il potere spirituale di trasformare la nostra comunità e tutti coloro che desiderano farne parte”.
Il primo verbo al participio infatti è il greco “laleo”, che si riferisce nella lingua greca al movimento della lingua e al suono che esce dalla bocca, alla parola in sostanza. Esso è un verbo onomatopeico ed è originato dal semplice sillabare dei neonati: “la, la, la”.
Cantare, produrre suoni armoniosi, è un’espressione dell’intima ispirazione, la musica esprime sensazioni inesprimibili altrimenti. Studiare, preparare, curare, questo aspetto nella comunità potrà portare benefici spirituali enormi.
Come erano ripiene le ore del giorno di Gesù?
Come lo possiamo ringraziare e come potremo imitarlo nei nostri anni di vita, nel Millennio? Come possiamo consacrarci? Come si può eseguire la vita mestiere e vocazione qual Re e Sacerdoti?
1. L’accontentarsi
2. L’esempio della etica di S. Paolo (il fabbricatore di tende e l’evangelista sempre pronto.
Il cristiano è invitato a ringraziare:
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per le benedizioni e la grazia ricevuta da Dio (Sal 106:1; 107:1; 136:1- 3),
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per il dono di Cristo (2 Cor 9:15),
-
per il suo potere e il suo regno (Ap 11:17),
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per la liberazione dal peccato (Rm 7:23-25),
-
per la vittoria sulla morte (1 Cor 15:57),
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per la saggezza e per la forza (Dn 2:23),
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per il trionfo del Vangelo (2 Cor 2:14),
-
per la conversione degli altri (Rm 6:17),
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per la fede degli altri (Rm 1:8; 2 Ts 1:3),
-
per l’amore degli altri (2 Ts 1:3),
-
per la grazia fatta agli altri (1 Cor 1:4; Fil 1:3-5; Col 1:3- 6),
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per lo zelo degli altri (2 Cor 8:16),
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per la chiamata al servizio (1 Tm 1:12),
-
per la volontarietà delle offerte (1 Cr 29:6-14),
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per ogni essere umano (1 Tm 2:1);
-
per ogni cosa (2 Cor 9:11).
La lista su elencata crediamo possa motivare in qualche modo la questione posta in merito al perché ringraziare.
Una volta ancora crediamo comunque sia bene ricordare che l’uomo esiste, c’è, ma non è scontato abbia il diritto all’esistenza. Tutto ciò che si verifica in noi, sopra di noi, fuori di noi, è un dono meraviglioso che proviene dal Padre dell’universo (Gc 1:17) al quale appartiene la terra (Sal 24:1).
«Pregare nel nome di Gesù, non significa semplicemente menzionare quel nome all’inizio e alla fine di una preghiera, ma vuol dire pregare con lo stesso atteggiamento mentale e lo stesso spirito di Cristo, significa credere nelle sue promesse, fare assegnamento sulla sua grazia e agire come lui».347 347 E.G. WHITE, La Via Migliore, ADV, Falciani, 1982, p. 90.
In Luca 1:15 è detto che Giovanni il battista sarà ricolmo di Spirito fin dal grembo di sua madre, la sua vita sarà spesa nell’intento di convertire molti dei figli d’Israele e per preparare un popolo ben disposto al Signore. La presenza dello Spirito guiderà Giovanni nel suo compito profetico e nella predicazione della Parola di Dio. Nello stesso Vangelo (Lc 1:67), Zaccaria padre del battista, ricolmo di Spirito, profetizza l’avvento del Messia.
Stefano
L’essere ricolmo di Spirito ha permesso a Stefano martire, di organizzare la sua scala di valori, tutto diventa di secondaria importanza davanti al piano di Dio, tutto il resto assume un’importanza relativa (Fil 3:8)
Come potrebbe dunque l’uomo: •mentirgli (At 5:3); •tentarlo (At 5:9); •resistergli (At 7:51); •affliggerlo (Ef 4:30); •oltraggiarlo (Eb 10:29); •bestemmiarlo (Mt 12:31); •invocarlo (Ez 37:9)!
«La religione munda ed immacolata appresso Dio e il [p. 126 modifica] Padre, dice il Nuovo Testamento, è questa: essere benefico e pietoso, e custodirsi puro dalle contaminazioni del secolo». Fra Paolo Sarpi
(Le voci nella Chiesa apostata del purgatorio a riguardo sono apprezzamenti verso Maria, il papa – trattasi di enfatizzazioni bigotte. Non approvate dagli Apostoli).
...poichè l’essere umano si governa tutto per passioni, e primeggiano fra loro l’ambizione e l’avarizia, elle fecero supporre che anco a Dio piacessero le ricchezze e la potenza. In conseguenza di che fra le instituzioni e leggi ecclesiastiche inventate da ottocento anni, poche sono quelle che non abbiano per fine di padroneggiare le coscienze e far denari. I meriti spirituali divennero facoltà trasmissibili: essendone depositari i preti, gli vendevano; avendone bisogno i laici, gli compravano. E il papa, vicario di Dio in terra, uguale a Dio in plenipotenza, giustizia e infallibilità, essendo la scaturiggine di tutti que’ beni, divenne l’oggetto principale del culto; e soggetto, le sue leggi. È naturale il credere che nissuna ne farebbe in suo svantaggio.
https://it.wikisource.org/wiki/Biografia_di_Fr%C3%A0_Paolo_Sarpi/Vol._II/Capo_XXI
(Venezia 14 agosto 1552 – Venezia, 15 gennaio 1623)
“Da un lato, gli apostoli hanno ricevuto dal Signore la missione e la plenipotenza di offrire a tutti la piena salvezza; non è compito dell’apostolato di escludere qualcuno dalla salvezza o di esprimere un giudizio denigratorio su altre comunità religiose.”
“Dall’altro lato, come già detto in precedenza, la concessione della salvezza divina avviene in modo differenziato nei diversi periodi del divino piano di salvezza, in parte anche senza l’operare dell’apostolato.”file:///C:/Users/user/Pictures/Downloads/stellungnahme-heil-exklusivitaet-it-240106.pdf
Plenipotenza a Maria?
L'avventista Sylvia Renz scrisse nel "Reden in den Wind?": 1978. Il mariologo cattolico Laurentin disse a Dublino, dove si erano riuniti 20.000 cattolici: "Per ragioni ecumeniche, abbiamo messo Maria in secondo piano. Ma ora sta diventando chiaro che senza Maria, il rinnovamento della Chiesa non può progredire".
"Durante la cerimonia di chiusura, oltre 1000 sacerdoti e vescovi cattolici hanno cantato in lingue e danzato per la gioia di Dio".
La funzione materna di Maria "aiuto" dei suoi figli, si dipana nell' accompagnare la Chiesa non solo nel pellegrinaggio terreno dei suoi membri, ma anche nel percorso delle anime in Purgatorio.
Maria ha un certo dominio e plenipotenza, così per sollevarle come anche per liberarle da quelle pene"
(S. Alfonso Maria de Liguori, Le glorie di Maria)
"La Chiesa, contemplando la arcana santità di Maria, imitandone la carità e compiendo fedelmente la volontà del Padre, diventa essa pure madre per mezzo della parola di Dio accolta con fede; mediante la predicazione e il battesimo essa genera alla vita nuova e immortale i figli che sono stati concepiti ad opera dello Spirito Santo e sono nati da Dio. (Lumen Gentium n. 64-65)
http://chiamatiallasperanza.blogspot.com/2014/05/
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Paraclito è una parola che viene dal greco, che significa nello stesso tempo consolatore e avvocato. Lo Spirito Santo, cioè, non ci lascia soli mai, sta vicino a noi, come un avvocato che assiste l'imputato stando al suo fianco. E ci suggerisce come difenderci di fronte a chi ci accusa.
In Sintesi:
PLENIPOTENZA= AUTORITÀ + POTENZA
Questa è l’Autorità speciale
“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Mt 28 19.20
Questa è la potenza spirituale
“Alzate gli occhi al cielo e osservate: chi ha creato queste cose? Colui che le fa uscire come un esercito, conoscendone il numero esatto; le chiama tutte per nome. Grazie alla sua immensa energia e alla sua straordinaria potenza non ne manca nessuna”. Is 40:2 6
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la *Giudea e *Samaria, e fino all'estremità della terra”. Ft 1:8
“Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto”. Lc 24: 49
Anzichè affidarci alle tante paure dei Predicatori, affidiamoci totalmente all'Autorità di Gesù e alla Potenza dello Spirito Santo! IDDIO è superiore a satana e a tutta l'umanità!